La terza ondata di domesticazione
Mentre stavo leggendo l’articolo di cui parliamo oggi dopo una scorpacciata di coccole e qualche considerazione con Nippo sulle elezioni americane…ok questa non è vera 🙂 annuivo su quanto hanno portato alla luce Hare, professore di antropologia evolutiva alla Duke University, e Woods, responsabile del programma Puppy Kindergarten del Duke Canine Cognition Center, che offrono una nuova e condivisibile visione dell’evoluzione della relazione uomo-cane.
Fino a qualche decennio fa, i cani erano primariamente animali orientati allo scopo, incaricati di cacciare, pascolare il bestiame e offrire protezione. Vero è che il ruolo di compagnia si vede già dagli antichi egizi all’antica Grecia attraverso le varie epoche storiche fino ad oggi, ma il ruolo del cane si è focalizzato oggi principalmente in compagnia. o almeno cosi dicono perchè io passerei proprio alla parola famiglia, di cui sono parte integrante nella maggior parte dei casi, che dite?
Questo cambiamento non ha solo trasformato la loro natura, ma sta anche alimentando una nuova ondata di addomesticamento dei cani, un nuovo concetto che fa luce sulle complesse dinamiche delle relazioni tra cani e esseri umani.
Vita moderna ed evoluzione del cane
Il nostro stile di vita contemporaneo e frenetico è in gran parte sedentario (che sembra un controsenso, ma tant’è!), scambiando grandi spazi aperti con ambienti urbanizzati.
Questo cambiamento nello stile di vita umano si è esteso ai nostri animali domestici, modificandone la natura e il comportamento. Questa evoluzione sociale e il nostro desiderio duraturo di animali domestici amichevoli e tranquilli stanno guidando quella che gli esperti chiamano una grande terza ondata di domesticazione dei cani.

Relazioni in evoluzione con i cani
Questo cambiamento rispecchia un aumento dei livelli di ossitocina nei cani. L’ossitocina, spesso definita “ormone dell’amore”, è un elemento chiave nel legame sociale. Questo ormone è accreditato per il desiderio innato dei cani di interagire con le loro controparti umane (Se vi ricordate, ne avevamo già parlato qui: “La magia del legame cane-uomo: la connessione dell’ossitocina, l’ormone dell’amore”).
Un team di ricerca della Linköping University in Svezia, guidato dagli esperti cinofili Brian Hare e Vanessa Woods, ha approfondito la comprensione di come il nostro stile di vita moderno abbia influenzato i tratti genetici dei cani.
Comportamento sociale dei cani
Lo studio ha comportato un’osservazione dettagliata di 60 golden retriever che tentavano di aprire un barattolo di dolcetti. I cani sono stati sottoposti a questo compito due volte: una volta dopo aver ricevuto uno spray nasale di ossitocina e una volta dopo aver ricevuto uno spray nasale di soluzione salina neutra.
I risultati hanno suggerito che i cani con una specifica variante genetica del recettore dell’ossitocina rispondevano più fortemente allo spray di ossitocina. Questa variante genetica li rendeva più propensi a cercare aiuto dai loro proprietari.
L’esperimento ha ribadito che i livelli di ossitocina influenzano le abilità sociali di un cane e la sua capacità di comunicare con gli umani.
La ricerca sottolinea che le abilità sociali dei cani sono parzialmente genetiche. La loro sensibilità all’ossitocina e il comportamento sociale derivano dai loro geni.

Cambiamenti nell’evoluzione dei cani
Il concetto di una terza ondata di domesticazione è ulteriormente supportato dalle differenze comportamentali notate nei cani da servizio. Questi cani sono ben lontani dai cacciatori attivi o dai cani da guardia vigili. Sono professionisti addestrati, adatti alla vita dei loro proprietari nel 21° secolo grazie alla loro indole particolarmente amichevole.
In precedenza, i cani svolgevano ruoli come animali da lavoro: caccia, pastorizia e guardia. A differenza delle loro controparti moderne, erano condizionati a essere attivi e vigili.
Tuttavia, il recente aumento dell’urbanizzazione e il passaggio alla vita in casa hanno innescato un netto contrasto nel comportamento canino, rendendo alcuni tratti storici disadattivi.
“A differenza della maggior parte dei cani da compagnia, i cani da assistenza sono attratti dagli estranei, anche da cuccioli”, hanno osservato i ricercatori. “E la crescente cordialità sembra aver cambiato la biologia di questi cani, proprio come è successo migliaia di anni fa”.
Addomesticamento dei cani in evoluzione
Il percorso dell’addomesticamento canino risale a un periodo compreso tra 40.000 e 14.000 anni fa, a partire dalla prima ondata quando gli umani erano foraggiatori
I lupi randagi si sono adattati agli insediamenti umani per una fonte di cibo prevedibile, sostituendo gradualmente paura e aggressività con fascino e attrazione per gli umani.
La seconda ondata di addomesticamento è iniziata dopo la rivoluzione industriale. Con un aumento del reddito disponibile, la borghesia ha allevato cani per tratti fisici specifici, che riflettevano il loro status.
Questa era ha dato vita alla maggior parte delle 200 razze canine riconosciute oggi dall’American Kennel Club.
Terza ondata di addomesticamento dei cani
La differenza fondamentale della terza ondata di addomesticamento è il suo obiettivo principale: adattare la personalità dei cani al nostro mondo moderno.
“Per la felicità dei cani e dei loro proprietari, gli esseri umani devono allevare e addestrare più cani come animali da servizio, imbarcandosi in una nuova ondata di addomesticamento dei cani per aiutarli ad adattarsi al nuovo mondo che abbiamo creato”, hanno osservato i ricercatori.
Per soddisfare le esigenze di questo paradigma in evoluzione, l’allevamento e l’addestramento di cani simili agli animali da servizio diventeranno sempre più importanti.
Non si tratta solo di scodinzolare, ma di tracciare un percorso che garantisca di avere cani adatti al nuovo mondo che abbiamo creato, portando felicità sia ai cani che ai loro custodi umani.
E voi, Pawser, che tipo di quarta ondata di addomesticamento prevedete? (occhio ai passeggini e all’umanizzazione eccessiva!)
