A Milano esiste uno studio speciale unico in Europa che rivoluziona la convivenza con i nostri animali
C’è una realtà che sta cambiando il modo in cui viviamo con i nostri animali. Uno studio che nasce a Milano e si chiama THE HAD, Human Animal Design: un approccio scientifico, etico e innovativo che unisce architettura, etologia e relazione del binomio uomo-pet (cane, gatto o furetto che sia).
E quindi, dopo un leggerizzimo stalking mio e della mia assistente Lilly-Pastina a partire dal caotico Quattro Zampe in Fiera, ho incontrato la sua fondatrice, Amelia Valletta, per capire come il design possa migliorare davvero il benessere di cani, gatti e umani e perché Milano, seppur complessa, sia il terreno perfetto per questa rivoluzione multispecie.


The HAD pet design: la visione che unisce architettura, etologia e relazione in un unico metodo di design multispecie
Dietro The HAD pet design c’è un percorso professionale unico: quello di Amelia Valletta, architetta, designer, docente e istruttrice cinofila formata in zooantropologia applicata.
Dopo anni nel design corporate, nell’industrial design, nella docenza allo IED e al Politecnico di Milano, e dopo una lunga esperienza nei canili come volontaria e successivamente responsabile, Amelia ha creato un metodo radicalmente nuovo: unire architettura + educazione cinofila + scienza della relazione.
La sua idea di partenza è semplice, ma rivoluzionaria:
- l’ambiente è un protagonista invisibile nella relazione uomo-animale;
- spesso il 50% di un problema comportamentale si risolve con un intervento ambientale ben progettato.
Aggiungo una nota personale: l’osservazione, l’empatizzazione e lo studio sono la chiave della conoscenza e del miglioramento del tuo rapporto con il tuo pet, già lo vedo con Lilly e Nippo da quando sono più concentrata su cosa loro vogliano comunicare a me piuttosto che il contrario (come spesso egoisticamente facciamo).
Per questo The HAD pet design non crea “arredi per animali”, ma applica un metodo strutturato basato su:
- studio della triade soggetto – ambiente – relazione;
- design thinking e rapid design thinking;
- etologia e zooantropologia;
- approccio sistemico “alla Doctor House”;
- un team interdisciplinare (architetti, interior designer, rete di professionisti formati,…)

The HAD pet design e Milano: problemi reali, soluzioni scientifiche e casi pratici
Milano è una città bellissima, ma complessa per i pet. Amelia lo dice senza giri di parole:
“A Milano la crisi è nella relazione e nell’ambiente. I proprietari non sono formati, gli spazi non aiutano e la divergenza cresce”
e questo, lo sappiamo bene, porta a volte a disfarsi di una parte della famiglia, quella che purtroppo non ha voce (non lo capirò mai, ma tant’è), ma un ambiente pensato può migliorare la vita di persone e animali e non necessita di decisioni drastiche e cattive (mi sono trattenuta nella scelta degli aggettivi, apprezzalo, Pawser!).
Così ho chiesto ad Amelia qualche esempio concreto, per capire meglio i suoi interventi ambientali, e come anche semplici attenzioni, ma fondamentali, possano trasformare la convivenza con il proprio pet in un mondo meraviglioso:
- Un maremmano che mordeva gli ospiti: la cuccia era posizionata all’ingresso: il cane era costantemente iper-responsabilizzato e in allerta. Soluzione: spostamento della zona notte, creazione di un’area privata, rimozione del trigger ambientale. Risultato: il comportamento aggressivo si è estinto e gli umani hanno potuto fare un respiro di sollievo.
- Cane che abbaiava dal balcone: il problema non era l’abbaio: era l’eccesso di stimoli visivi. Soluzione: oscuramento selettivo, ridefinizione degli accessi, sicurezza. Risultato: balcone fruibile, cane e umani rilassati.
Progetti tipologici (rifugi, asili, hotel pet-friendly)
The HAD lavora su materiali (fonoassorbenti, grip, …), privacy, arricchimento ambientale, flussi, igiene, sostenibilità del microambiente, ma tutto questo viene prima di tutto dall’osservazione e dalla conoscenza, spesso non sufficientemente tenute da conto anche da noi semplici amanti degli animali.
Il futuro? Anche benefico: la collaborazione con ENPA Italia
The HAD pet design è l’unica realtà in Italia (e in Europa) a operare così. Ed è per questo che sempre più corporate e persino associazioni animaliste stanno cercando la loro competenza.
Amelia ha tra l’altro coinvolto ENPA Italia al Corso di Pet Design Poli.design che dirige, per progettare con gli studenti il rifugio del futuro.
Amelia ha le idee chiare, che siano profit o meno, e se oggi sono gli unici in Italia, non le dispiace se altre realtà prendono spunto dall’esempio di HAD:
“Io voglio cambiare un po’ il mondo. E vedere che altri iniziano a farlo mi rende felice.”
La promessa di The HAD Human Animal Design è semplice, ma rivoluzionaria: se, come sembra, la direzione è sempre più verso famiglie a 6 zampe, facciamo in modo di rispettare i nostri pet attraverso l’ambiente che condividiamo con loro.
Come non essere più d’accordo? Pawser, vi terremo aggiornati sull’argomento!
Ti piace il tema? Continua a leggere i miei post sulla Barkitechture e cosa si è detto all’Italian Pet Summit anche su questo argomento!
