Costi veterinari alle stelle: avere un animale domestico è diventato un lusso?

Tempo di lettura: 7 minuti

Pawser, quante volte ti è capitato di disperarti o più signorilmente deglutire alla presentazione dell’ennesima spesa veterinaria?

A me è successo più volte ultimamente con Senior Nippo con i suoi 17 anni (99 anni umani, e se vuoi sapere come l’ho calcolato leggi qui) e una precedente vita non proprio a 5 stelle di Lilly-Pastina: la prevenzione, le cure e le urgenze hanno raggiunto diversi zeri.

Nella realtà quotidiana di molti Pawser, infatti, i costi veterinari, soprattutto nella non economica Milano, stanno diventando sempre più difficili da sostenere, soprattutto per le cure di base e le terapie croniche.

Un fenomeno che non riguarda solo le percezioni: avete calcolato quanto avete speso in tutto nel 2025 per il vostro pelosetto? Io sono rimasta attonita.

Ma non è una cosa personale: di fatto, i costi veterinari sono raddoppiati negli ultimi 9 anni. Un tema portato alla luce anche dal Sole24Ore a fine gennaio: “Il conto salato delle cure a cani e gatti” costi sono passati da 642 milioni a 1,236 miliardi.

Ma quali sono le voci che impattano così tanto?

💊 Farmaci veterinari: tra le voci di spesa più critiche

I medicinali rappresentano oggi una delle principali cause di aumento delle spese per i proprietari. E non solo per l’inflazione: molti farmaci veterinari contengono principi attivi identici a quelli umani, ma possono costare fino a 6-10 volte di più, e questo l’aveva già segnalato la mitica Gabanelli nel suo DATAROOM.

Esempi concreti

  • Benazepril (cuore): umano: 5-8 € / veterinario: 30-50 €
  • Furosemide (cardiaco): umano: pochi euro / veterinario: decine di euro

Sono varie le ragioni: un mercato più piccolo, registrazioni specifiche per specie, IVA piena al 22%, nessuna rimborsabilità pubblica…così dicono i rappresentanti dei veterinari e le aziende farmaceutiche, ma la Gabanelli indica le Lobby come principale causa di questa malformazione del mercato.

Anche perchè se oramai ci sono quasi ovunque più figli pelosi che bambini (non irsuti, ma quadrupedi), i costi veterinari non dovrebbero essere più accessibili?

Perchè o te lo puoi permettere, o fai salti mortali o, come fa il 28,5 % delle persone, decidi di non somministrare le cure al tuo pet o addirittura come il 26,3% rinuncia alle spese veterinarie (non parliamo poi di chi se ne disfa in canile, come per il mio beneamato Fletcher, cane epilettico e quindi bisognoso di cure e attenzioni particolari).

💰 Ma lo puoi detrarre! Certo, sai quanto?

Visto che parecchi dicono…”eh, ma lo sai che le puoi detrarre?”. Sì lo so, ma tu sai quanto?

  • il 19% delle spese veterinarie
  • su un massimo di 550 € l’anno
  • solo per la parte che supera la franchigia di 129,11 €

Questo significa che il beneficio fiscale massimo è di circa 80 € all’anno, indipendentemente dal numero di animali posseduti. (FiscoOggi).

Per fare un esempio: se si spendono 1.000 € in cure, la detrazione resta comunque circa 80 €.

Di recente, inoltre, è stato introdotto anche un aiuto economico dedicato agli over 65, pensato per sostenere le spese veterinarie di chi ha un Isee inferiore a € 16.215. Purtroppo, pare che le risorse disponibili siano limitate: per questo è probabile che il contributo riesca a raggiungere solo una parte molto ridotta delle persone che ne avrebbero realmente bisogno.

🐾 Una via d’uscita praticabile? L’assicurazione veterinaria

Proprio perché detrazioni e sostegni pubblici sono limitati, sempre più Pawser scelgono una soluzione alternativa: le assicurazioni sanitarie per animali.

Anche io dopo lo svenamento dello scorso anno ho deciso di attivarne una per LIlly-Pastina, perchè, neanche a dirlo, Senior Nippo non lo copre nessuna assicurazione per raggiunti limiti di età.

Dopo una intensa ricerca, richiesta di pareri e grazie al passaparola, ho scelto Barkibu, una società galiziana (sarà per quello che mi sta simpatica?) che copre, a seconda di cosa scegli:

  • visite e interventi
  • esami diagnostici
  • farmaci
  • emergenze

👉 Good news! Così come ho fatto a mia volta, puoi richiedere il preventivo online su https://www.barkibu.com/it/ e se utilizzi il codice “LILLYPASTINA” al checkout otterrai uno sconto di €25 (NB. questa non è una pubblicità, io non ci guadagno nulla).

La proposta di PAWSE Milano: una ASL per gli animali da compagnia

Così come abbiamo l’Asl, perchè non dovremmo avere un sistema di supporto per la restante parte della famiglia? In alcune città italiane esistono già servizi veterinari pubblici o sociali.

E’ necessario l’avvio di un sistema pubblico o convenzionato che garantisca:

  • visite veterinarie calmierate
  • prevenzione accessibile
  • supporto alle famiglie fragili
  • IVA al 10%

Il tutto non per sostituire il privato, ma per affiancarlo.

🏥 Alcune strutture pubbliche già esistono…

In alcune Università di Medicina Veterinaria, infatti, sono già presenti ospedali veterinari didattici. Queste strutture, pur essendo pubbliche, hanno principalmente finalità didattiche e di ricerca, offrendo servizi clinici sia per animali da compagnia che da reddito. Le città che ospitano tali ospedali includono Bari, Bologna, Camerino, Messina, Milano, Napoli, Padova, Parma, Perugia, Pisa, Sassari, Teramo e Torino (Fonte siclimvet.it).

Un’ottima notizia che stiamo andando nella direzione giusta è che a Roma nascerà il primo Ospedale Veterinario Pubblico d’Italia, di cui abbiamo parlato in questo post, ma non è sufficiente e non raggiungono tutti.

E sempre a Roma è appena partito un progetto pilota del Primo Municipio: “VETinCentro – Veterinaria sociale di prossimità”, un piano che prevede servizi veterinari gratuiti destinati a persone e nuclei in condizione di fragilità economica e sociale che convivono con cani e gatti.

E mentre scrivevo mi sono detta: lancio una petizione? In realtà ne sono già state lanciate varie che si possono firmare – e che ho firmato – su change.org, e una è già arrivata in Parlamento Europeo.

🏛️ Una battaglia già aperta: la proposta per un Servizio Sanitario Veterinario pubblico

Nel 2025, infatti, Fabio Costantini ha lanciato una petizione pubblica per “Istituire Ospedali Veterinari Pubblici e il Servizio Sanitario Nazionale Veterinario e ha quindi presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per istituire Ospedali Veterinari Pubblici e un Servizio Sanitario Nazionale Veterinario, con pronto soccorso h24, cure accessibili e tariffe calmierate.

La proposta nasce da una constatazione molto chiara:

La cura degli animali non dovrebbe essere un privilegio per pochi. In un Paese moderno, nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra curare il proprio animale e pagare l’affitto”, ha dichiarato Fabio Costantini.

Oggi, infatti, l’Italia è priva di un sistema pubblico che garantisca cure veterinarie di base accessibili a tutti, creando disuguaglianze economiche e rinunce alle cure.

Per questo iniziative locali — come una ASL veterinaria a Milano — potrebbero rappresentare il primo passo concreto verso una vera sanità animale pubblica.

Gli animali condividono le nostre case, le nostre vite e i nostri affetti. Meritano dignità, protezione e un’assistenza sanitaria pubblica adeguata”, ha aggiunto Costantini.

E Milano? Può fare di più

Basta vivere a Milano per rendersi conto della follia dei costi veterinari, ma sembrerebbe sia un tema più della city che della provincia.

Da quando vivo fuori Milano mi sono resa conto che il problema è sopratutto milanese. Ora che mi sono trasferita sul Lago Maggiore lo stesso veterinario cura le mucche e i conigli e il canarino e il cane ed è guidato dal buonsenso più che dal mero ritorno economico: l’ho chiamato per prendere appuntamento per le vaccinazioni e mi ha detto che sarebbe passato da casa quando sarebbe andato alla fattoria vicino per il vitello. È passato e mi ha fatto pagare 20€ due cani. Quando Harry si è tagliato correndo e pensavo si fosse fatto qualcosa di serio alla zampa, mi ha detto: “signora se è rotta domani sarà gonfia, me lo porti qui e vediamo. Altrimenti, qualunque altra cosa sia, andrà a posto da solo. E se non piange non gli dia antidolorifici che altrimenti si muove troppo e peggiora. Dorma serena”. Fossi stata a Milano avremmo fatto radiografia, tre visite di controllo e fisioterapia… comunque aveva ragione lui: non si era rotto nulla e in tre giorni era come nuovo“, ha commentato la mia amica cinofila Veronica.

Milano è tra le città europee con più animali domestici, ma non offre ancora:

  • servizi veterinari pubblici di base
  • strutture convenzionate
  • programmi di prevenzione accessibili

Eppure il bisogno è evidente.

Ed è cosi impellente questa necessità, che per non togliere a volte l’unico membro della famiglia a persone senza fissa dimora o in gravi difficoltà economiche, Save the Dogs ha istituito e sta ingrandendo a Milano il progetto Amici di Strada, Compagni di Vita di cui ho parlato in un miuo precedente articolo.

🐾 In sintesi, la salute – inclusa quella del tuo pet – non può essere un lusso

Oggi in Italia esiste un paradosso: una famiglia potrebbe essere punita se non cura il proprio animale, ma non esiste alcun sistema pubblico che la aiuti a farlo.

Gli animali sono riconosciuti come esseri da tutelare, parte delle nostre famiglie e fondamentali per il benessere sociale. Eppure, quando si ammalano, tutto dipende dal reddito. Non è giusto, né sostenibile.

In Europa il tema della sanità veterinaria pubblica è sempre più discusso, e anche in Italia esistono proposte concrete per ospedali veterinari pubblici e servizi accessibili. Milano, città moderna e attenta al benessere, può essere tra le prime a fare questo passo.

La salute non è un lusso. È un diritto. Anche per chi ha 4 zampe.

E in una società che riconosce gli animali come membri della famiglia, anche il diritto alla cura deve diventare accessibile a tutti: Pawser, cosa ne pensi?

NB. Pawser, se vuoi contribuire alla causa o soltanto capire meglio la proposta di legge di Fabio Costantini, questa è la sua e-mail: fabiocostantini93@libero.it e sarà felice di ricevere un tuo commento o supporto.

CATEGORIE:

Facebook
X
LinkedIn