Roma: al via i lavori per la realizzazione del primo Ospedale veterinario pubblico d’Italia

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Il lancio del progetto presso il canile della Muratella

E’ stato dato il via questa settimana ai lavori alla presenza del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dell’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale Sabrina Alfonsi, del consigliere delegato all’ambiente e tutela degli animali di Città Metropolitana Rocco Ferraro, del Presidente del municipio XI Gianluca Lanzi e del rettore dell’Università di Tor Vergata Nathan Ghiron.

Il costo totale degli interventi è di circa € 6,5 milioni e i lavori dureranno circa 21 mesi.

Il progetto

Come si legge dal comunicato stampa, i locali del nuovo ospedale veterinario (916 mq) saranno situati principalmente al primo piano dell’edificio centrale già esistente, oltre che al piano terra dell’edificio contiguo sul retro, dove verrà realizzato il pronto soccorso con la nuova sistemazione degli spazi. Saranno inoltre ospitati nuovi ambulatori, sale di visita e ambulatori per accertamenti diagnostici.

“È una giornata storica perché dopo tutte le fasi preparatorie, dal reperimento delle risorse alla progettazione, parte il cantiere Roma avrà finalmente un ospedale pubblico veterinario che non aveva con tutti i servizi necessari, principalmente per la cura dei tanti cani e gatti che gestiamo nelle nostre tantissime strutture prima di portarli all’adozione – ha commentato il sindaco Gualtieri – Poi speriamo di poter aprire l’ospedale ai cittadini con forme e criteri che decideremo, partendo da chi adotta gli animali attraverso canili e gattili comunali. Ci siamo ispirati all’esempio di Napoli e sono partite le collaborazioni importanti con le Università, per esempio Tor Vergata che ha aperto la facoltà di veterinaria, e le Asl”.


Il nuovo ospedale veterinario avrà tre spazi comunicanti e distinti: un’area dedicata al pronto soccorso con un’infermeria (attività clinica); una dedicata alle sale operatorie dotata di n. 2 sale con annessi servizi (locali per preparazione chirurgo, sale ferri sterilizzata) e un’altra dedicata agli altri servizi, ovvero spogliatoi e servizi igienici per il personale, locale di degenza post – chirurgica e per terapia intensiva (attrezzata con box adeguati per i cani), un laboratorio radiografico e un laboratorio analisi e locali ad uso del personale (stanza chirurghi e area relax operatori).

Inizialmente il servizio sarà rivolto agli animali ospiti delle strutture comunali, successivamente il servizio potrebbe essere esteso alle famiglie a basso reddito adottanti dai canili dall’oasi felina di Porta Portese.

Inoltre, verranno realizzati 3 nuovi edifici per le cucce dei cani, corrispondenti ad un numero di 30 cucce, ciascuna delle quali può ospitare due cani; un edificio destinato al personale e alle attrezzature di supporto (servizi igienici, sala break, deposito attrezzi, un deposito cibo per gli animali e un locale impianti); un modulo dedicato alla degenza degli animali infetti, diviso in due sezioni simmetriche (Comune di Roma e ASL); un parcheggio all’aperto; un’area recintata destinata allo sgambamento e alla compatibilità dei cani; la recinzione di tutto il lotto.

Le strutture veterinarie in Italia oggi

Se è vero che si tratterà del primo Ospedale pubblico d’Italia, nelle sedi universitarie italiane che offrono corsi di laurea in Medicina Veterinaria sono già presenti ospedali veterinari didattici. Queste strutture, pur essendo pubbliche, hanno principalmente finalità didattiche e di ricerca, offrendo servizi clinici sia per animali da compagnia che da reddito. Le città che ospitano tali ospedali includono Bari, Bologna, Camerino, Messina, Milano, Napoli, Padova, Parma, Perugia, Pisa, Sassari, Teramo e Torino (Fonte siclimvet.it).

Esulando dai settori, l’esercizio della professione veterinaria resta sostanzialmente privato: è svolto per l’82% in regime libero professionale, rispetto a un universo di riferimento che tocca i 35.000 iscritti all’Ordine professionale (34.727 nel 2021, fonte Fnovi) di cui il 48% sono donne.

Sono attive in Italia 8.417 strutture veterinarie private, così suddivise (escludendo i laboratori di analisi): 6.422 ambulatori; 817 studi; 1.100 Cliniche; 71 Ospedali Veterinari e 7 laboratori di analisi veterinarie. La tipologia è normata dall’Accordo tra il Ministero della salute e la Conferenza delle Regioni del 26 novembre 2003 che definisce i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi richiesti ai fini dell’autorizzazione di legge ad erogare le prestazioni veterinarie 35.000 iscritti all’Ordine professionale (34.727 nel 2021, fonte Fnovi) di cui il 48% sono donne (fonte: Associazione Nazionale Medici Veterinari Anmv).

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