Quante volte avete sentito “tanto il mio è buono” o baruffe tra cani – e relativi umani – dentro e fuori l’area cani?
In una città metropolitana come Milano, che vanta peraltro il numero maggiore di aree cani in tutta Europa, se hai un cane non puoi non esserne stato spettatore (o vittima, in quanto Pawser, dell’Imbruttito con cane al seguito), ma non si tratta solo di una leggerezza ironico-lessicale: si tratta della sicurezza del binomio cane-umano che ne va di mezzo.
E così, menti e pc alla mano, Angelo Vaira di ThinkDog insieme a diversi esperti ha presentato a Milano una proposta di convivenza e prevenzione di incidenti che a volte non sono solo un bisticcio tra cani, ma sfociano in fatti di cronaca nera.
Il 30 settembre scorso, quindi, a Milano, ThinkDog ha presentato il Manifesto per una Cultura della Responsabilità nella Relazione col Cane1, un documento quasi lapalissiano, ma evidentemente non scontato, che vuole segnare un passo importante verso una società più sicura, empatica e consapevole nel rapporto tra esseri umani e animali.
Chi ha partecipato
Angelo Vaira, educatore cinofilo fondatore della scuola ThinkDog e dell’approccio Cognitivo Relazionale al cane ha presentato il Manifesto insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo animalista come Gianluca Comazzi (Assessore al Territorio e ai Sistemi Verdi di Regione Lombardia) e Paola Fossati (Garante per la Tutela degli Animali del Comune di Milano), oltre alla nostra amata Sara Turetta (Presidente di Save the Dogs and Other Animals ETS) e Stefania Traini (Presidente di Pet Levrieri ETS).

🐶 Il Contesto
Il Manifesto nasce dalla constatazione che, accanto ai momenti di tenerezza e affetto che segnano la nostra quotidianità con i cani, sono sempre più frequenti gli episodi di aggressione e cattiva gestione in contesti pubblici.
“È una doppia responsabilità: verso la sicurezza dei cittadini e verso il benessere dei nostri compagni a quattro zampe.” (Angelo Vaira)
L’obiettivo è chiaro: prevenire, educare, e creare un terreno comune di rispetto reciproco.
Mi viene in mente quando ci sono persone che di professione predicano e insegnano la gentilezza: che uno, cioò io, pensa: ma davvero è necessario insegnarla? A quanto pare sì…
📚 I cinque pilastri del Manifesto
Il Manifesto si articola in cinque traiettorie educative che vogliono rappresentare le fondamenta di un nuovo patto tra cani, umani e società:
- Educazione alla Sicurezza – garantire la sicurezza dei cittadini e dei cani attraverso una corretta conduzione, formazione e consapevolezza.
- Educazione all’Ascolto – imparare a comprendere i segnali del cane, ma anche le emozioni e le paure delle persone che lo circondano.
- Educazione alla Cura – prendersi cura non solo dei bisogni fisici del cane, ma anche del suo benessere emotivo e cognitivo.
- Educazione al Rispetto – riconoscere il cane come essere senziente, con la propria dignità, e rispettare regole e spazi pubblici.
- Educazione alla Crescita Comune – promuovere un percorso di evoluzione condivisa: ogni cane educa anche noi, e ogni relazione può migliorare la convivenza civile.

🏙️ Milano come laboratorio di convivenza responsabile
Milano diventa così la culla di un atteso cambiamento culturale, in linea con il Protocollo Sicurezza ThinkDog, avviato ad aprile 2025: un corso che ha già formato oltre 170 educatori e istruttori in tutta Italia, con l’obiettivo di certificare la reale capacità di gestione dei conduttori.
Sì perchè poi viene in mente anche la proposta di un Patentino per determinate razze, se non fosse che vengono esclusi dalla normativa i cani che vengono comprati (sì, comprati, hai letto bene, Pawser) negli allevamenti Enci, ma questa è un’altra storia (oppure no?).
💛 Cosa significa davvero “responsabilità” nella relazione col cane
Responsabilità non è controllo, ma consapevolezza.
Significa comprendere che ogni cane è diverso, che ha bisogno di tempo, spazio e attenzione.
Significa anche tutelare le persone che condividono gli spazi pubblici, evitando comportamenti che possono generare paura o pericolo.
In questa visione, l’educazione cinofila non è più un servizio, ma una forma di cittadinanza attiva, dove ognuno — proprietario, educatore, amministratore o semplice cittadino — ha un ruolo nel costruire una città più accogliente per tutti.
🐾 PAWSE Milano: dalla cultura del pet-friendly alla cultura del rispetto
A PAWSE Milano crediamo che il vero futuro “pet-friendly” passi da qui: dal rispetto reciproco, dall’ascolto e dall’educazione condivisa. Perché la relazione con il cane è un patto di fiducia, e la fiducia nasce solo da responsabilità, empatia e conoscenza.
Questo Manifesto ci ricorda che vivere con un cane non è solo una gioia, ma anche un impegno verso la comunità e verso di lui — e che ogni passeggiata, ogni incontro, ogni gesto può essere un piccolo atto di cultura per volergli e volersi bene.
