Le origini della Doggy Bag: dagli avanzi agli ultimi trend

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Vi siete mai chiesti da dove deriva il termine “doggy bag”, per chiedere di portare a casa gli avanzi per il cane o per l’umano?

…se siete ancora timidi nel dire che vi mangereste pure il contenitore, sappiate che ormai è quasi obbligatorio!

Origine della Doggy Bag

Il concetto di doggy bag risale a secoli fa e affonda le sue radici nelle abitudini culinarie europee e americane. In passato, era pratica comune per gli ospiti portare a casa il cibo in eccesso da banchetti o feste come gesto di ospitalità e frugalità.

Nel XX secolo, la doggy bag si è evoluta in una soluzione più pratica per consentire ai commensali di mangiare in seguito i pasti non consumati. Questo cambiamento culturale è stato particolarmente evidente negli Stati Uniti, dove le dimensioni delle porzioni spesso superavano l’appetito, portando a un aumento delle richieste di contenitori da asporto. Certo, a giudicare dalla stazza dell’americano medio la maggior parte non la chiedono, eh…

Ma è solo negli anni ’40 che si è diffuso il termine “doggy bag”. La leggenda vuole che il nome abbia avuto origine da avventori che richiedevano con discrezione contenitori per portare a casa gli avanzi per i loro amici pelosi. Così è nato il termine “doggy bag”, che ha consolidato il suo posto nella storia della ristorazione.

La doggy bag oggi nel mondo

Oggi l’uso della doggy bag è diventato più comune e socialmente accettato specialmente anche dopo il Covid, con una crescente attenzione alla riduzione degli sprechi alimentari e dell’impatto ambientale. Peraltro, secondo l’allarme lanciato dalla FAO, al mondo “un terzo del cibo prodotto per il consumo umano va perduto o sprecato”1.

Una quantità enorme che viene prodotta, ma che non raggiunge le nostre tavole, stimata in circa 1,3 miliardi di tonnellate l’anno mentre solo in Italia nel 2021 ogni italiano ha sprecato a casa propria ben 107 kg di cibo.

L’iniziativa della doggy bag è già diffusa nel mondo: in Spagna, per esempio, una norma del 2022 ha reso obbligatorio per i ristoratori fornire le doggy bag ai clienti che ne fanno richiesta mentre in Francia, una legge simile è in vigore dal 2021.

Recentemente, in Italia Giandiego Gatta ha presentato una proposta di legge di obbligatorietà della doggy bag in caso di mancato consumo, con l’obiettivo “di contribuire a contrastare lo spreco alimentare, uno dei goal fissati nell’Agenda Onu 2030”.

Ad oggi, infatti, in Italia il ristoratore è obbligato a fornire la vaschetta solo nel caso in cui il consumatore la richieda e la legge si limita a far in modo che nessuno ponga rifiuto a questa richiesta2

Diversamente, potrebbe essere istituito l’obbligo di informare i clienti della possibilità di portare a casa il cibo avanzato e di soddisfare coloro che fanno richiesta della doggy bag. Gli esercizi pubblici che non rispetteranno la regola e non provvederanno a rifornirsi di contenitori, dovranno pagare delle multe da 25 a 125 euro.

Dai che ce la facciamo ad essere più sostenibili, anche per le nostre tasche!

A Milano, ormai sdoganato il tabù, ci sono moltissimi esercenti che sono felici di attrezzarsi perchè i clienti possano gustarsi anche a casa gli avanzi. Come Pizzium, il Mannarino e Chateau Dufan (vedi Corriere Milano). 

E visto che i veterinari sconsigliano di utilizzare i nostri cani come tritarifiuti con i nostri avanzi perchè inadatti alla loro alimentazione, cerchiamo di goderci le nostre ordinazioni.

Buon appetito!

food cibo doggy-bag mangiare a casa
  1. Allarme e dati lanciati dalla FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione e agricoltura. ↩︎
  2. v. “legge Gadda”()n.166 del 19 agosto 2016 ↩︎

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